BERGASSANA, ANTICO CROCEVIA DI FEDE

 BERGASSANA, ANTICO CROCEVIA DI FEDE

Appartata su una collinetta, quasi a voler rimarcare il suo isolamento, ecco apparire Bergassana, altro piccolo borgo del Comune di Sesta Godano. Per arrivarci è necessario risalire per alcuni chilometri la tortuosa strada che si stacca dalla provinciale per Varese Ligure e Brugnato vicino alla diga di Santa Margherita. Salendo, per quanto la vista del fiume Vara e dell’invaso sia in parte impedita dalla folta vegetazione, il territorio circostante ci appare in tutta la sua semplicità e bellezza con il dedalo dei piccolo borghi che compongono il comprensorio della Sesta davanti a noi e l’imponente massiccio del Gottero alle spalle.
Quello che oggi appare un piccolo centro isolato rispetto alla viabilità principale, marginale e tutto sommato defilato, in effetti alcuni secoli fa rappresentava un importante punto di passaggio fra nord e sud della Val di Vara, al centro di un complesso sistema di antiche percorrenze. La sentieristica così come possiamo in qualche misura leggerla oggi, attraverso la carta dei sentieri del Club Alpino Italiano – Sezione della Spezia di recente realizzazione, è il portato di una storia che viene in effetti da lontano. Il segmento viario che dal San Nicolao, provenendo dal Genovesato, scendeva in direzione del fiume Vara, conduceva, superati Mattarana e Carrodano Superiore, da un lato verso il mare seguendo per un tratto il torrente Malacqua o inerpicandosi sul monte Pistone da Roverano o L’Ago, dall’altro proseguiva fino alle case sparse di Arsina dove, oltrepassato l’antico ponte del quale rimangono imponenti tracce, risaliva in direzione della Sesta o di Brugnato. I Genovesi avevano ben presenti le esigenze commerciali del tempo e non mancarono di valorizzare al meglio i percorsi che consentivano di mettere in contatto il loro territorio con la Val di Vara e l’estremo levante ligure. Cornice e Mangia si trovavano sull’asse viario che da Arsina portava a Brugnato, importante punto di incontro con la Via dei Monti o de Pontremolo che consentiva di raggiungere la Francigena e il porto canale di Levanto. Bergassana era a mezza strada fra la Sesta e Arsina, al centro di un percorso sì secondario ma importante che dalla montagna portava al fondovalle. E’ auspicabile, nell’ottica della valorizzazione turistica del territorio, che questo segmento storico – naturalistico, imperniato sul recupero della rete sentieristica, sia adeguatamente valorizzato. La presenza del piccolo santuario dedicato a San Rocco, in prossimità di un crocevia, non lontano dall’abitato dove la strada prosegue quasi in falsopiano, testimonia non casualmente il legame profondo della comunità con i percorsi della fede.
Queste considerazioni ci consentono di capire meglio il rapporto avuto da Bergassana insieme a Cornice e Bozzolo con l’abbazia di Brugnato, con la presenza in ognuno di questi piccoli centri di strutture fortificate alle quali doveva necessariamente corrispondere una fitta rete di sentieri di collegamento. Nel XII secolo, che vede l’inizio della progressiva espansione nel Levante ligure del Comune di Genova, il vescovo brugnatese Lanfranco firma un patto di alleanza con i Genovesi ai quali è richiesto un contributo a copertura delle spese derivanti dalla presenza di presidi armati nei piccoli borghi che abbiamo in precedenza citato. Il ruolo centrale della diocesi di Brugnato, consolidatosi per alcuni secoli grazie a una politica lungimirante, si viene nel corso del tempo indebolendo con lo spostamento della sede vescovile dapprima a Pontremoli e successivamente a Sestri Levante, pur con il mantenimento formale della titolarità della cattedra in Val di Vara. La Repubblica di Genova allarga sempre di più il suo controllo nel Levante ligure creando un preciso assetto politico e amministrativo in grado di controllare appieno il territorio. Laddove la diocesi di Brugnato non è più in grado di esercitare un ruolo determinante, ecco subentrare i Genovesi con una articolazione periferica che vede al centro le podesterie. Nel Settecento, venuta progressivamente meno l’influenza dei vescovi brugnatesi, Bergassana entra a far parte del nuovo Comune di Godano.
Il paese merita una visita non frettolosa salendo a piedi fino alla chiesa parrocchiale di S.Andrea. Dall’edificio si domina un panorama unico sulla Sesta e la grande montagna cara agli abitanti della Val di Vara, il Gottero. L’edificio originario risaliva al XII secolo e dipendeva dall’abbazia brugnatese: dello stesso nulla rimane se non la certezza che fosse costruito sul sito della attuale parrocchiale del XVIII secolo. L’interno è piccolo e raccolto come si conviene alle chiese di campagna; alle nostre spalle l’organo e davanti statue di santi che richiamano la religiosità di un tempo. San Rocco, venerato in molte località della Val di Vara, che a Bergassana ha un suo importante luogo di culto, richiama i grandi viaggi della Cristianità. Il filo esile che lega il presente al passato può essere ancora riannodato per far sì che una piccola comunità possa riprendere il suo viaggio occupando nuovamente quel ruolo che è venuto fatalmente meno con lo spopolamento e l’abbandono delle campagne.

Nella foto il piccolo santuario di San Rocco a Bergassana

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